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Scuola di naturopatia “Kairos

Bolzano

 

Triennio di formazione in naturopatia 2004-2007

 

RIMEDI FLOREALI DI BACH

 

OTTENUTI CON METODI NON ORTODOSSI

 

Tesi di Sergio ABRAM

 

Relatrice: Maria Grazia BONAFÉ

 

 

Nota: la tesi, composta da 62 pagine prive di immagini, è riportata solo parzialmente, nelle sue parti più originali (indice, introduzione, scopo della tesi, materiali usati e metodi adottati, esperienze con i fiori di Bach su persone, esperienze con i fiori di Bach su animali, esperienze con i fiori di Bach su piante, osservazioni e conclusioni, bibliografia consultata).

 

 

INDICE

 

INTRODUZIONE                                                                                         Pagina    3

 

SCOPO DELLA TESI                                                                                  Pagina    5

 

MATERIALI USATI E METODI ADOTTATI                                                     Pagina    7

 

ALCUNE NOTIZIE SULLA VITA DI EDWARD BACH                                      Pagina    9

 

METODI DI RACCOLTA E DI PREPARAZIONE DELLE

ESSENZE FLOREALI DI EDWARD BACH                                                    Pagina  10

 

TABELLA RIASSUNTIVA DEI METODI DI PREPARAZIONE

DEI RIMEDI DI EDWARD BACH                                                                 Pagina  12

 

DOSI E SOMMINISTRAZIONE                                                                     Pagina  13

 

METODI DI INDAGINE CONOSCITIVA PER STABILIRE

I TIPI DI FIORI DA ASSUMERE                                                                   Pagina  14

 

I RIMEDI FLOREALI DI EDWARD BACH                                                      Pagina  15

 

ESPERIENZE CON I FIORI DI BACH SU PERSONE                                     Pagina  36

 

ESPEREIENZE CON I FIORI DI BACH SU ANIMALI                                      Pagina  51

 

ESPERIENZE CON I FIORI DI BACH SU PIANTE                                        Pagina  54

 

OSSERVAZIONI E CONCLUSIONI                                                               Pagina  55

 

BIBLIOGRAFIA CONSULTATA                                                                     Pagina  61

 

 

INTRODUZIONE

 

Il metodo di curare con i fiori, ideato da Edward Bach, viene chiamato floriterapia, quindi terapia per mezzo dei fiori, sebbene, tra i trentotto rimedi messi a punto dal medico britannico tra il 1930 e il 1936, ci sia anche l'acqua di sorgente, Rock water, che non è affatto un fiore o una pianta.

Il procedimento curativo di Bach, utilizza quasi esclusivamente essenze floreali, prevalentemente selvatiche, raccolte in aree incontaminate e nel periodo di massimo sviluppo dei fiori, in cui il loro potenziale energetico è al culmine.

La floriterapia, similmente all'omeopatia, agisce attraverso vibrazioni, trasmesse all'acqua dai fiori, ciascuno dei quali possiede un'oscillazione specifica.

Le essenze curative si ricavano per mezzo di due differenti procedimenti: quello dell'esposizione dei fiori al sole (metodo dell'insolazione) e quello della bollitura, per circa mezz'ora, dei rametti fioriti o con le gemme (metodo della bollitura).

Edward Bach sostenne che la malattia è provocata dal rapporto tra anima e conflittualità; pertanto la malattia non è altro che il conflitto tra anima e mente.

Ogni entità umana è diversa, quindi i sintomi possono anche differire da un individuo all'altro, pur nell'ambito della stessa patologia.

Edward Bach, nel suo studio sui fiori, partì dal presupposto che in ogni essere umano, anche se ammalato, si trovano le energie necessarie e sufficienti per ottenere una guarigione completa. In pratica, per arrivare al ristabilimento della salute, è necessario sbloccare queste energie, permettendo loro di agire all'interno del corpo umano.

La cura con i fiori di Bach, quindi, mira a liberare l'individuo dai malesseri, agendo in modo che all'interno del corpo si liberino quelle energie vitali, che lo portano all'equilibrio psico-fisico.

Ogni essenza corrisponde a uno stato psicologico, potenzialmente in grado di alterare l'equilibrio psico-fisico e di fare emergere la "malattia".

In effetti si tratta di rilevare nelle persone questo stato psicologico alterato, al fine di somministrare loro i giusti rimedi che le portino a sviluppare le qualità positive di quello stato alterato, in cui si trovano.

Se s'impara a conoscersi, attraverso il fiore, che risponde allo stato negativo, si può arrivare a una medicina di prevenzione, anziché di cura.

Il fiore ha un tipo di vibrazione energetica, come il nostro organismo, per cui l'impronta vibratoria dell'essenza vegetale rappresenta quello di cui ha bisogno il nostro organismo, al fine di superare un certo conflitto e ritornare in equilibrio.

Secondo Edward Bach, quindi, ogni essenza floreale è portatrice di un messaggio vibrazionale, che interferisce positivamente con lo stato d'animo degli umani.

I rimedi agiscono in modo sottile e preciso nel campo energetico, che trasmette poi l'informazione a quello materiale.

Edward Bach fu così convinto della potenza curativa dei suoi fiori che disse esplicitamente che il suo metodo sarebbe stato la "medicina del futuro". Infatti, dai suoi scritti si legge: "Anche se questo metodo è la medicina del futuro e si diffonderà in tutto il mondo, continuate a vivere in modo semplice, che è il vero modo di vivere."

Una delle massime di Edward Bach, quindi, fu la semplicità.

"Per lui la semplicità significava la visione più pura, il nucleo di ogni perfezione e comprensione, scevro da qualsiasi complessità dogmatica;" ("Guarire con i fiori di Bach" di Judy Howard e John Ramsell, Tecniche nuove).

C'è chi si chiede se, a circa settant'anni dalla morte di Edward Bach, i trentotto rimedi siano sufficienti per fronteggiare nuove malattie, che puntualmente si presentano.

Da "Guarire con i fiori di Bach" di Judy Howard e John Ramsell traggo: "La natura umana rimane sempre la stessa: l'uomo continua a provare paura e odio, a mostrare impazienza e risentimento, a sentire disperazione e infelicità, proprio come è sempre accaduto da quando l'umanità esiste. La nostra salute fisica dipende dal modo in cui affrontiamo le diverse circostanze della vita: un atteggiamento negativo ha ripercussioni sia sul nostro corpo, sia sugli eventi che ci coinvolgono. I trentotto rimedi scoperti dal dottor Bach, quindi, sono adatti per tutte le epoche: la paura dell'Aids, oggi, non è molto diversa dalla paura della difterite negli anni Trenta."

 

 

SCOPO DELLA TESI

 

Lo scopo di questa tesi è quello di confermare ancora una volta la validità dei rimedi floreali di Edward Bach, ma anche di fare osservare che il medico britannico ha dato un grande messaggio, di cui tutti possono servirsi e attorno a cui tutti, anche a modo loro, possono operare, arrivando pure a espandere ulteriormente la propria consapevolezza, aprendo la mente per contemplare cosa sarebbe se …

In pratica, cosa sarebbe se si andasse oltre e se si provasse, anche partendo dalle essenze floreali di Bach, a sviluppare altre esperienze, ovviamente diverse da quelle riscontrate da Bach?

Si può osservare che nella vita c'è sempre "chi getta il primo sasso in acqua", che fa apparire onde sulla superficie del liquido, le quali si espandono. Percependo l'espansione di quelle onde, altri, con menti diverse e con esperienze passate differenti, potrebbero essere tentati di gettare altri sassi. Quando questi sassi impattano con l'acqua, producono altre onde, dissimili da quelle osservate precedentemente, perché il sasso è difforme. Anche l'inclinazione, con cui lo stesso sasso entra in contatto con l'acqua, è diversa, come è differente la potenza di lancio. Ma diversi sono anche l'intento e la mente del lanciatore.

M'immagino Edward Bach come il primo lanciatore, quello che fece vedere come si fa, quello che stabilì un metodo, il suo metodo, e che sancì delle regole, le sue regole. Altri, in seguito, prendendo spunto dalla straordinaria scoperta di Edward Bach, aprirono la mente e, per effetto della biodiversità, trovarono dell'altro. Talvolta giunsero a qualcosa di diverso, forse non interpretando correttamente ciò che disse Bach, magari per ignoranza.  Alcuni, però, vi giunsero anche per spirito di ricerca, supportati dalle loro esperienze personali o da altri fattori. Infatti, sulla spinta di Bach, altri osservarono i fiori in diverse parti del mondo e trovarono le essenze floreali curative californiane, quelle australiane, quelle tibetane, eccetera. Per quanto riguarda l'Italia, esistono due modelli di "fiori italiani", le diciotto essenze ideate da Giovanna Tolio di Milano e le quarantasei concepite da Vincenzo e Chiara Fabrocini di Genova con piante raccolte in Sardegna.

Sostengo che non c'è mai nulla che accade per caso, che c'è sempre un senso in ogni cosa e in ogni avvenimento.

La fisica quantistica dice che l'osservatore è colui che crea la realtà e che questa è diversa da osservatore a osservatore, quindi da individuo a individuo. Dipende da come ognuno vede le cose, perché tutto deriva dalla sua mente, che è influenzata dalle esperienze vissute.

Da oltre vent'anni, nel corso delle mie conferenze vado ripetendo che la biodiversità, termine che ora è di moda, nasce da menti diverse (osservatori diversi), che creano realtà diverse. Infatti, se non avessimo realtà diverse, il mondo sarebbe una continua monotonia.

Con questa dissertazione, quindi, intendo dimostrare come una mente diversa abbia recepito diversamente il pensiero di Edward Bach, liberandolo da regole fisse sulla preparazione dei suoi rimedi. Sostengo che è l'intento puro, che scaturisce dalla mente, che crea la realtà.

Credo che nei prossimi anni tante nostre credenze, che attanagliano il mondo, cadranno e che le nostre convinzioni cambieranno, e con loro anche i nostri pensieri, le nostre parole, le nostre azioni, le nostre abitudini e i nostri valori.

Per formulare il precedente pensiero ho preso a prestito alcune parole dalle affermazioni di Bruce Lipton, che nel suo libro, "La biologia delle credenze - come il pensiero influenza il DNA e ogni cellula", scrive: "Le tue convinzioni diventano i tuoi pensieri, i tuoi pensieri diventano le tue parole, le tue parole diventano le tue azioni, le tue azioni diventano le tue abitudini, le tue abitudini diventano i tuoi valori, i tuoi valori diventano il tuo destino".

 

 

MATERIALI USATI E METODI ADOTTATI

 

Il mio interessamento per "i fiori di Bach" iniziò nella primavera dell'anno 1999, quando acquistai due confezioni cartonate, contenenti le boccette da 10 ml con tutti i trentotto rimedi di Edward Bach.

Li misi in un armadio e non li guardai più fino alla fine del mese di marzo dell'anno 2002, quando andai ad abitare a Ronzone.

Effettuato il trasloco, volendo sistemare le confezioni contenenti "i fiori di Bach", le aprii, scoprendo che il liquido, contenuto nelle boccette di Vervain, Wild rose e Willow, era completamente fuoriuscito, probabilmente già da molto tempo, perché all'interno della scatola non notai alcuna traccia di umidità, ma solamente di brandy ormai asciugato.

Richiusi le boccette e le due confezioni di cartone, quindi le deposi in un armadio.

Nell'autunno dell'anno 2004 iniziai a frequentare il corso di naturopatia della scuola Kairos e, dopo aver partecipato alla prima lezione di floriterapia, andai ad aprire la confezione di fiori di Bach che conteneva le boccette vuote dei rimedi e le riempii con del brandy. Dopo qualche mese di frequenza delle lezioni di floriterapia, al fine d'impratichirmi, iniziai a preparare boccettine di 30 ml di rimedi floreali per me e per numerosi amici.

Dopo un po' di tempo il liquido contenuto nelle varie boccettine iniziò a esaurirsi. Non mi persi d'animo e, man mano che il loro contenuto si esauriva, incominciai a riempire tutte le boccettine con solo brandy, tranne Larch,. Quindi, a un certo punto, eccetto che con Larch, che provvidi a preparare all'incirca secondo le prescrizioni di Bach, operai solamente con brandy puro, in cui non erano state immesse le prescritte due gocce di tintura madre delle essenze di Bach. Fui così sempre convinto che tutto funzionasse, che non arrivai mai a pensare che le persone, per cui preparavo i rimedi, venissero curate con brandy puro e null'altro.

Riguardo a Larch, nella primavera dell'anno 2006, nel mese di maggio, provvidi a realizzare il rimedio col metodo della bollitura. Raccolsi i rametti con i fiori femminili e maschili a un'altitudine di circa 2.000 metri, li misi in un sacchetto di plastica, che infilai nello zaino, che portai sulla schiena al sole per l'intera giornata. Giunto a casa, fui talmente stanco che posi il sacchetto aperto in un angolo della cucina e me lo dimenticai per una decina di giorni. Trascorso questo tempo, accortomi della presenza dei rametti, iniziai a bollirli in acqua del rubinetto (la mia è della sorgente che sgorga a circa trecento metri), indi lasciai raffreddare il tutto, riempii una boccetta da 100 ml e bevvi il resto. Da allora, Larch, che uso per preparare i rimedi, è sempre quello da me realizzato.

Edward Bach non disse proprio di realizzarlo in questo modo, ma posso assicurare che funziona. Distribuii tintura madre di Larch anche ad altre persone per la preparazione di rimedi e mi fu sempre riferito che hanno trovato il rimedio molto efficace.

Quindi, pensando che quello che stavo facendo potesse essere un argomento interessante per la mia tesi di fine corso di naturopatia, continuai ad annotare il nome delle persone che mi chiesero di essere trattate con i fiori di Bach e la denominazione di tutti i rimedi che assunsero. Alla fine risultò che avevo preparato, anche più volte, i rimedi per circa duecento persone, di cui una sessantina furono trattati con il "riciclo delle vibrazioni", ottenuto immettendo brandy nelle boccette ormai vuote.

Alcune delle boccette in questione furono esaurite nel loro contenuto per tre e più volte, mantenendo, secondo il mio parere, inalterata la loro capacità curativa.

Nella mia sperimentazione, però, non mi fermai alle persone, recentemente estesi le mie ricerche anche nel campo degli animali domestici e delle piante.

Per quanto concerne agli animali, preparai i rimedi per quattro gatti, mentre per quanto attiene alle piante potei espletare la mia opera solamente su una pianta di Amarillis bella-donna., che tengo ancora nella mia abitazione.

Se per la ritrovata vitalità e gioia di vivere delle persone sottoposte a tutti i miei trattamenti, si potrebbe invocare l'effetto placebo, altrettanto non si potrebbe affermare per i gatti e la pianta, a cui non fu possibile comunicare, almeno verbalmente, che ciò che veniva messo loro in bocca o nell'acqua da bere, erano rimedi salutistici, ottenuti, tra l'altro, con il metodo del "riciclo delle vibrazioni" e con Larch, che per necessità, era stato preparato a mio modo.

Non ancora pienamente soddisfatto di quanto ottenuto, trattai alcune persone con acqua di sorgente, apparentemente  incontaminata, in cui furono aggiunte due gocce della stessa acqua, alla quale erano state date informazioni mentali dei rimedi di Bach con intento preciso. In pratica, dopo aver determinato i rimedi per il trattamento, riempii una boccettina, mai usata, quindi "vergine", da 30 ml con l'acqua, presi la sua pipetta, anch'essa "vergine", la riempii della stessa acqua e, evidenziando la goccia, facendola leggermente uscire dall'estremità inferiore della pipetta, pronunciai il nome dell'essenza floreale di Bach (esempio: Agrimony), che intendevo riprodurre e mandai il messaggio anche mentalmente, ma senza avere alcun dubbio che quella goccia contenesse le vibrazioni del fiore stabilito.

Poiché questo è un argomento che per me è oggetto ancora di ulteriore sperimentazione, ritengo solamente farne cenno, ma già comunico che esiste anche questa possibilità già concretizzata.

Sono convinto che il futuro riserverà innumerevoli sorprese a coloro che vogliono farsi sorprendere e che ogni cosa sarà solamente l'esternazione di infinite potenzialità contenuta nella mente, che tante volte si aperse, arrivando a considerare cosa sarebbe se …

 

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ESPERIENZE CON I FIORI DI BACH SU PERSONE

 

Ercole, 88 anni

 

È un vecchio amico d'infanzia e di gioventù di mio padre. È rimasto solo nella vita, perché la moglie è morta e l'unico figlio è in giro per il mondo e non si occupa per nulla del padre. Ercole era uno sportivo eccezionale: vinse molte gare di corsa in montagna e di sci da fondo, che praticò fino all'età di 86 anni, quando una discussione con il figlio lo amareggiò al punto da indurlo a rinunciare anche allo sport preferito. Il 1" giugno 2006 passai a trovarlo. Fisicamente era ancora molto in forma, ma mi disse che la solitudine, causata anche dalla scomparsa della moglie e dall'indifferenza del figlio, che non si metteva più in contatto con lui, gli procuravano un senso di disperazione, di delusione e di angoscia. Mi confidò che gli avevano offerto molto denaro per la villa, in cui abitava, e per l'ampio terreno circostante, ma che non sapeva decidersi.

Presi la palla al balzo e gli chiesi se avesse sentito parlare dei fiori di Bach, che curano gli stati emozionali. Ebbi risposta negativa. Allora gli proposi di provarli, assicurandomi che li assumesse. Mi rispose che li avrebbe assunti regolarmente, quindi glieli preparai e lui incominciò il trattamento.

 

Essenze floreali proposte:

·Gorse per il senso di disperazione

·Holly per l'insoddisfazione

·Honeysuckle per il continuo ritorno al passato e il senso di solitudine

·Scleranthus per l'incertezza

·Star of Bethehem per l'afflizione, lo stato di shock psicologico

·Sweet chestnut per l'angoscia e la delusione

·Water violet per la solitudine volutamente cercata

·White chestnut per i pensieri e le preoccupazioni ossessivi

·Wild rose per la rassegnazione e l'apatia

 

All'incirca un mese dopo l'inizio del trattamento, che terminò dopo una ventina di giorni, mi disse che si sentiva bene e che aveva venduto le proprietà sopra citate ai vicini e che, oltre ad avere assunto una decisione importante, si era liberato di un peso. All'età di 88 anni riprese a praticare lo sci da fondo e a compiere lunghe escursioni a piedi, per cui raramente lo si trova in casa.

 

Mario, 48 anni

 

È uno sportivo e partecipa a gare di livello nazionale e internazionale. Nelle competizioni alternava rendimenti elevati e mediocri. Nello sport e anche nella vita era teso, insoddisfatto e un po' sospettoso con paure precise e ripetizione degli stessi errori. Inoltre aspirava a imprese elevate, ma era sovente poco concentrato, si vergognava a dire certe cose e a definire contratti precisi con i clienti della sua ditta.

Quando il 30 gennaio 2006 scelsi le essenze, che ritenni adatte al suo stato, ne parlai con la moglie, che mi confermò quanto emerso dal colloquio con il marito, dalla scelta delle carte e dalle successive verifiche con il biotensor e con gli altri strumenti d'indagine.

 

Essenze floreali proposte:

·Chestnut bud per la ripetizione degli stessi errori

·Clematis per la fuga nella fantasia

·Crab apple per la vergogna

·Holly per il sospetto 

·Impatiens per la tensione

·Larch per la scarsità di autostima

·Mimulus per le paure precise e per la timidezza

·Scleranthus per la scarsa concentrazione, incertezza  

 

·Chestnut bud per la ripetizione degli stessi errori

·Impatiens per la tensione

·Larch per la scarsità di autostima

·Mimulus per le paure precise e per la timidezza

·Scleranthus per la scarsa concentrazione, incertezza 

 

Dopo l'assunzione di due boccettine da 30 ml delle sopra citate essenze, Mario fu molto più concentrato, meno teso, più soddisfatto della vita e dei risultati sportivi. Anche il rapporto con i clienti apparve sensibilmente migliorato e non ebbe più timore di dire e di proporre le cose. Insomma tuttora è più deciso, più allegro e più incline allo scherzo, anche quando è indirizzato alla sua persona. Talvolta ci troviamo a giocare a "Non ti arrabbiare" e accetta anche di perdere, senza fare commenti.

 

Sonia, 57 anni

 

Sonia è una brava cuoca, ama molto gli animali, come il marito e il figlio, senza opprimerli. Un tempo non sopportava che il pavimento fosse un po' sporco (ha due gatti e un cane che entrano spesso in casa dal giardino), quando parlava tendeva a monopolizzare il discorso e per questo era evitata da molte persone. Inoltre era troppo critica ed egocentrica, quindi, a un certo punto anche per sua scelta, era spesso sola, aveva sensi di colpa, aveva paura di rimanere senza denaro, delle malattie, del dentista, della visita improvvisa di qualche persona, che arriva a trattare molto freddamente, dei furti, degli incidenti, eccetera. Era spesso depressa per cause a lei note, rimuginava sulle situazioni che ha vissuto e continuava a dire di non essere molto capace.

Dal 15 febbraio 2007, per due volte, le preparai le sotto notate essenze floreali di Bach.

 

Essenze floreali proposte:

·Beech per l'eccessivo senso critico

·Crab apple per il senso di sporco

·Gentian per depressione per cause conosciute

·Heather per l'egocentrismo

·Mimulus per le paure precise

·Pine per i sensi di colpa

·Water violet per la solitudine volutamente cercata e per l'orgoglio

·White chestnut per il dialogo interiore logorante

 

·Beech per l'eccessivo senso critico

·Heather per l'egocentrismo

·Holly per l'amore verso tutte le persone

·Larch per aumentare l'autostima

·Mimulus per le paure precise

·Pine per i sensi di colpa

 

Ora Sonia è molto più tranquilla, esce giornalmente per una passeggiata nel bosco o in campagna, ha recuperato un paio di amiche, che precedentemente la evitavano, non pulisce più con ossessione la casa e non rivoluziona più l'ordine dei mobili nelle stanze, non critica quasi più, ha affrontato e riconosciuto alcune paure, non è più depressa, inoltre ha imparato a volersi bene e a considerare che anche gli altri possono avere le loro ragioni.

 

Leonardo, 18 anni

 

Leonardo frequentava l'ultimo anno delle scuole medie superiori. Era un tipo riservato, ma molto scherzoso, soprattutto fuori casa. A scuola non aveva problemi, inoltre era abbastanza autonomo.

Un giorno stavo preparando i rimedi di Bach per suo padre e, poiché manifestò interesse, dopo un breve colloquio e la scelta con le carte, li approntai anche per lui.

Dal colloquio emerse che era un po' succube della madre, che era insicuro a scuola e nella vita, che talvolta ripeteva gli stessi errori, che era un sognatore a occhi aperti, che, nonostante fosse un dormiglione (talvolta si alza anche a mezzogiorno), era mentalmente stanco, che aveva scarsa autostima, che si sentiva un po' in colpa per alcuni obiettivi non raggiunti, che era un po' inquieto interiormente, che era indeciso, senza una propria opinione sulle cose e sui fatti che accadevano e al momento non aveva una sufficiente chiarezza mentale.

Inoltre, ritenni fosse pallido in viso e poco vitale.

 

Essenze floreali proposte:

·Centaury per la sottomissione

·Cerato per la sicurezza nel proprio giudizio

·Chestnut bud per la ripetizione degli stessi errori

·Clematis per la fuga nella fantasia e la scarsa vitalità

·Hornbeam per l'esaurimento mentale

·Larch per la scarsa autostima

·White chestnut per la mancanza di sufficiente chiarezza mentale

 

·Chestnut bud per la ripetizione degli stessi errori

·Hornbeam per l'esaurimento mentale

·Larch per la scarsa autostima

·Scleranthus per l'incertezza

·Pine per i sensi di colpa

 

Dopo due cicli di assunzione dei predetti rimedi, Leonardo migliorò sensibilmente in sicurezza, in autostima, non ebbe più sensi di colpa, trovò il coraggio di dire alla mamma quello che pensava e si alzò sempre prima al mattino, quando non aveva scuola, mai oltre le dieci. Inoltre evitò di ripetere continuamente le stesse esperienze negative.

In seguito, dietro sua richiesta, gli somministrai ancora

·Larch per aumentare l'autostima

·Clematis per la fuga nella fantasia

con buoni risultati, secondo il suo giudizio.

 

Giuseppina, 66 anni

 

Quando conobbi Giuseppina, nel 2006, avvertii subito in lei sensi di angoscia e di tensione, soprattutto per i rapporti poco idilliaci con la propria madre, ormai ultranovantenne, e con il proprio unico fratello. Ricordava spesso il passato, era insoddisfatta, infelice e avvilita. Inoltre, era intollerante, eccessivamente critica, aveva paure precise e a preoccupazione con pensieri continui e logoranti, che la inducevano alla ripetizione degli stessi errori. Capii subito che amava la madre e il fratello, che a loro volta non erano in armonia con se stessi e quindi nemmeno i rapporti con la figlia-sorella potevano essere amorevoli.

Come prima cosa dissi a Giuseppina che se fosse cambiata lei, sarebbero cambiati anche i suoi familiari, perché non avrebbe potuto pretendere un loro mutamento di comportamento, se non avesse intrapreso lei stessa i primi passi per farlo accadere.

Devo dire che Giuseppina ebbe il suo bel da fare per rinunciare all'orgoglio, ma, aiutata, dalle essenze floreali di Bach, ci riuscì e conseguì anche altri risultati. Infatti, intraprese una vera purificazione, quindi vinse l'angoscia, fu più mite, meno intollerante, fu più compassionevole, abbandonò ogni riferimento al passato, si liberò dei pensieri ossessivi e affrontò anche le paure ricorrenti.

Il trattamento con le sottostanti essenze floreali, o solo con alcune di esse, durò un paio di mesi, ma ora Giuseppina ha un buon rapporto con la madre e con il fratello, che periodicamente visita.

 

Essenze floreali proposte:

·Aspen per l'angoscia

·Beech per l'intolleranza e l'eccessiva critica

·Chestnut bud per la ripetizione degli stessi errori

·Crab apple per la purificazione

·Holly per la compassione e l'amore

·Honeysuckle per il continuo ricordo del passato

·Impatiens per la tensione

·Mimulus per le paure precise

·Water violet per l'orgoglio

·White chestnut per il dialogo interiore logorante

 

Nadia, 51 anni

 

Nadia è la classica donna con le "palle". Anzi, dovette tirarle fuori per poter vivere. Decise di separarsi dal marito e di andarsene con una figlia di undici anni e con un'altra di soli pochi mesi d'età. Ottenne un mutuo in banca, aggiunse dei suoi denari e si comperò una piccola casa con giardino, situata accanto al bosco, ma con vista sulla campagna. Andò in pensione da insegnante elementare, si procurò altri lavori saltuari, allevò le figlie (una ora frequenta l'università), sbrigò sempre i lavori domestici, riservati normalmente alla donna, e anche quelli, che normalmente sono di competenza dell'uomo, come tagliare la legna, pitturare la casa in ogni sua parte, coltivare gli alberi da frutto e altro.

Quando la conobbi mi apparve instabile, tesa, incapace di rilassarsi, come una persona che tenesse tutto sotto controllo, un po' depressa e scoraggiata, un po' carente di fiducia nei propri mezzi, un po' scioccata, stordita e con alcune paure precise (di restare senza denaro, delle malattie, eccetera).

Quando le proposi di assumere le essenze floreali di Bach, accettò subito e con due cicli di somministrazione dei rimedi divenne un'altra persona: più calma, equilibrata, più fiduciosa nei propri mezzi, più paziente, più audace, più coraggiosa nella vita quotidiana, più vitale e rilassata.

 

Essenze floreali proposte dal 15 giugno 2006:

·Cherry plum per la paura di perdere il controllo

·Gentian per lo scoraggiamento

·Impatiens per la tensione

·Larch per potenziare l'autostima

·Mimulus per le paure precise

·Star of Bethlehem per lo stato di afflizione

 

·Gentian per lo scoraggiamento

·Holly per l'amore

·Impatiens per la tensione

·Larch per potenziare l'autostima

·Mimulus per le paure precise

 

Giovanni, 61 anni

 

Conosco Giovanni da molti anni e l'ho sempre visto come un essere poco incline a trarre un sufficiente insegnamento dalle esperienze vissute, che ripete volentieri gli stessi errori, che combatte sempre contro le stesse difficoltà, per incapacità di rielaborare le proprie conoscenze. È sempre stato distratto, privo d'interesse per il presente e sempre con la mente in cose future, piuttosto che in quelle presenti. Non era possibile fare un discorso con lui, perché, mentre gli parlavi di un argomento, ne tirava in ballo altri, che poco o nulla avevano a che fare in quel momento. Era continuamente alla ricerca di compagnia, perché non sopportava di stare solo, aveva sempre un'avversione per i litigi, le competizioni e le dispute di ogni tipo, ma si celava dietro a maschere, che indossava per ogni occasione, apparendo così in tutta la sua falsità. Si entusiasmava anche per cose apparentemente di poco conto, ma si scoraggiava, quando nulla andava in porto, non accettava i cambiamenti, era sempre privo di direzione, di forze, di pace interiore e per di più teso e scoraggiato. Assumeva alcolici per darsi coraggio e per dimenticare le sue vicissitudini poco edificanti. Ricordo una sera, in cui i carabinieri a un posto di blocco lo fermarono e gli chiesero se avesse bevuto. Rammento ancora la sua risposta ingenua, da ragazzino poco smaliziato: "Si, ma solo sei bicchieri di vino". Naturalmente quei sei bicchieri di vino si dovevano sommare a tutti quelli di altro vino, a quelli di superalcolici e alle lattine di birra, assunti nella giornata. Con grande sorpresa di tutti, il tasso alcolico superò solo di tre volte il massimo consentito. Gli fu ritirata la patente per alcuni mesi, ma non smise mai di bere.

Più di una volta, magari alle tre del mattino, quando nella mia stube i discorsi sembravano senza fine, dopo avere ascoltato le sue lamentele e i suoi tormenti, gli dissi: "Sai qual è (chi è) il tuo problema?". A questa domanda lui mi guardava sempre con i suoi occhi buoni, senza rispondere. Vedendolo sempre senza risposte (non accettava!) gli ripetevo: "Sei tu, caro, il tuo problema, solo tu, perché non puoi attribuire i tuoi fallimenti al regno di nessun altro, ma solo al tuo!".

Dopo infinite discussioni una sera (anno 2006) decisi di preparargli le essenze floreali di Bach e lo convinsi ad accettarle, ben sapendo che, per mancanza di direzione com'era, non sarebbe stato facile fargliele assumere regolarmente.

 

Così gli approntai le sotto notate essenze floreali:

·Agrimony

·Chestnut bud per la ripetizione degli stessi errori, per la superficialità, la dispersività 

·Clematis per la distrazione e la fuga nella fantasia  

·Holly per incomprensione, disarmonia di sé

·Hornbeam per mancanza di forze

·Impaziens per la tensione

·Gentian scoraggiamento per cause note

·White chestnut per mancanza di pace interiore

·Scleranthus per mancanza di direzione

·Honeysuckle per difficoltà ad accettare i cambiamenti

·Vervain eccessivo entusiasmo

 

Gli raccomandai di prenderne quattro gocce per almeno quattro volte al giorno. "Sì, sì- sì, sì", fu la sua risposta, ma sapevo che difficilmente si sarebbe ricordato di prenderle, anzi, sospettavo che non le prendesse affatto, perché non ci credeva.

E così fu, ma le tenne sempre nella tasca dei pantaloni, sempre, per almeno un paio di mesi, perché, ogni volta che gli ricordavo dei fiori di Bach, estraeva la boccetta, ancora intatta nel contenuto, e me la mostrava, dicendo: "Due gocce, due volte al giorno". Anche da una volta all'altra non riusciva a ricordare la dose, immaginarsi quanto era concentrato sul fatto di assumere quelle gocce.

Man mano che trascorreva il tempo, però, notai un sensibile miglioramento, non solo nel suo carattere. Infatti, da alcuni mesi, quasi settimanalmente, veniva ricoverato d'urgenza al pronto soccorso, ovunque si trovasse - a Trento, a Venezia, a Padova, a Cles, a Vicenza, eccetera - per improvvisi attacchi di tachicardia. Usciva sempre dall'ospedale in giornata o nel giorno seguente, dopo essersi sottoposto a un'accurata visita medica. Però c'era qualcosa di nuovo: da quando aveva in tasca la boccetta con le essenze di Bach, oltre a essere in fase di miglioramento per una buona parte dei malanni sopra menzionati, non venne più ricoverato in ospedale. Chiesi conferma anche ad amici, a quelli di "radio scarpa", cioè a quelli che sanno tutto di tutti, tanto per intenderci, e ricevetti la stessa risposta: "Giovanni non viene più ricoverato". Che fosse un caso? Può darsi, ma credo non fosse un caso il miglioramento dei suoi malanni emozionali, anche senza l'assunzione dei rimedi floreali. Infatti, pur non assumendoli per bocca, secondo me, ne assunse le vibrazioni. Ritengo che il fatto può essere spiegato anche in questo modo. Ci potrebbe anche stare l'effetto placebo; ma per tutti quei rimedi, che corrispondevano a molti stati d'animo…? E poi mica li assumeva per bocca.

 

 

Daniela, 55 anni

 

Conosco Daniela da oltre una dozzina d'anni, da quando, con la figlia di un paio d'anni, sedeva in platea a una delle mie conferenze sul giardinaggio e sull'agricoltura senza l'utilizzo di alcun trattamento (né chimico di sintesi, né naturale) per il contenimento dei parassiti delle piante. Era un tipo molto allegro e scherzoso, ma con l'avanzare degli anni si chiuse in se stessa, allontanando quasi tutti, soprattutto quelli che non la pensavano come lei, rimanendo nella sua solitudine e nel suo orgoglio. È tuttora un tipo coraggioso, ma inflessibile, che nel corso degli anni si trovò a dover affrontare sempre le stesse difficoltà con le solite paure precise (delle malattie, di restare senza denaro, del futuro, eccetera), accumulando tensione, tristezza profonda, sensi di colpa e accanendosi nel lavoro. Per evitare la sua vita monotona, incominciò ad evadere sempre più dal presente, prestando poco ascolto all'ambiente circostante, tenendo però la propria abitazione in un ordine ossessivo ed eccessivo. Talvolta, a causa dell' entusiasmo, si spinge in azioni poco appaganti, rimanendo perlopiù insoddisfatta e indecisa sulla strada da intraprendere nella vita.

Quando un paio di mesi fa le proposi di assumere le essenze floreali di Bach, mi disse che già le conosceva e quindi le accettò con apertura mentale.

 

Essenze floreali proposte:

·Clematis per la fuga nella fantasia

·Crab apple per la sensibilità al disordine

·Holly per il disamore di sé

·Impatiens per la tensione

·Larch per la carenza di autostima

·Mimulus per le paure precise

·Mustard per la tristezza profonda e inspiegabile

·Pine per i sensi di colpa

·Wild oat per l'insoddisfazione e l'incertezza sulla strada da seguire nella vita.

 

·Chestnut bud per la ripetizione degli stessi errori

·Holly per il disamore di sé

·Oak per l'eccessivo accanimento nel lavoro

·Rock water per la rigidità

·Vervain per l'entusiasmo eccessivo

·Water violet per l'orgoglio e la solitudine volutamente cercata

 

Ora, dopo circa due mesi e due cicli di assunzione, mi riferisce di essere rinata. Siamo rimasti d'accordo di vederci quanto prima per poter verificare l'opportunità di continuare o meno il trattamento.

 

Maria, 19 anni

 

Conosco abbastanza bene Maria, perché con lei ho un rapporto affettivo particolare, come quello instaurato tra padre e figlia. All'età di sei anni, quando tentai di riprenderla per una sciocchezza, lei, guardandomi fisso con i grandi occhi scuri, mi disse:"Lo sai che non c'è differenza tra bene e male! E, se cerchi di trovarvi diversità, dov'è il confine?" Già allora possedeva una capacità di ragionamento autonomo e di linguaggio impressionanti. Anche li, come Lina, cercava di gestire senza veli la sua forza immaginatrice e creatrice. Ragionava in modo diverso, rispetto ad altri bambini, giocava volentieri con loro, ma era totalmente libera nel modo di pensare, senza condizionamenti. In famiglia non l'avevano mai condizionata e lei sembrava non farsi condizionare da nulla. Diceva liberamente quello che vedeva e quello che pensava. Percepiva una realtà anche diversa dagli altri. Più di una volta la trovai in giardino a discutere con gli alberi e con i cespugli, di cui conosceva perfettamente ogni nome volgare. Mi accorsi che in ogni pianta, erbacea, arbustiva o arborea, vedeva di più che un semplice essere materiale, ne vedeva lo spirito. Diceva che era blu ed era lo stesso colore che anch'io vedevo da bambino e che vedo tuttora, se mi focalizzo intensamente su ogni essere vegetale. Anche con gli animali Maria ha sempre avuto un rapporto particolare. Talvolta, quando il gatto o il cane rientravano dopo essere stati nel giardino, nel bosco o in campagna, mi diceva: "Vedi, il Miki, il cane, o Jody, il gatto, sono arrabbiati". Io vedevo che avevano qualcosa che non era nelle loro abitudini, ma mai avrei pensato che fossero arrabbiati. "Vedi", mi diceva, "hanno litigato, perché hanno l'aura color rosso". In effetti potevano aver litigato con altri cani, con altri gatti, con la faina, con la volpe, con il tasso o con altri animali selvatici che frequentavano abitualmente l'ambiente circostante l'abitazione. Tanto per intenderci, il giardino era sempre uno zoo senza sbarre, frequentato da una quantità inimmaginabile di animali selvatici. Bene, Maria partiva da questa base di conoscenza innata, da una realtà che nessuno le aveva insegnato, ma che con il tempo, con la frequentazione delle varie scuole (materna, elementare e medie), aveva soffocato. Fece un ulteriore passo e negò completamente quelle capacità e realtà innate, quando un paio d'anni fa conobbe un ragazzo, che poi divenne il suo compagno.

Devo ammettere, però, che Maria ha conservato parte del suo coraggio, perché, dopo aver sperimentato in pieno la realtà ordinaria, quella in cui tutti credono, sta dirigendosi, a poco a poco, verso la sua realtà straordinaria. Infatti, con lei ora posso ricominciare a parlare di cose degne di un reparto psichiatrico, per coloro che non allargano la mente sufficientemente per poter contemplare "che cosa sarebbe se …".

In attesa di recuperare pienamente il suo credo, Maria ebbe bisogno di un aiuto e me lo chiese, invitandomi a prepararle una boccettina da 30 ml con i rimedi floreali di Bach.

 

Essenze floreali proposte:

·Cerato per la scarsa considerazione di sé

·Cherry plum per l'instabilità caratteriale

·Chestnut bud per la superficialità

·Holly per il disamore di sé

·Honey suckle per la tendenza a vivere nel passato

·Larch per potenziare l'autostima

 

·Aspen per le paure vaghe

·Clematis per la distrazione

·Holly per rafforzare l'amore per se stessa

·Impatiens per la tensione

·Larch per il potenziamento dell'autostima

·White chestnut per i pensieri logoranti

 

Dopo due cicli di trattamento con i succitati rimedi è già serena, vive nel presente e pensa al futuro con la certezza di poter raggiungere tutti gli obiettivi, a cui si era prefissa di pervenire già da bambina. Maria è un' immaginatrice e sa creare cose (e realtà!) che altri forse non riscontrano. Fin da piccola è sempre stata un'artista, che creava cose con pochi mezzi, quasi dal nulla. Le piacerebbe iscriversi all'università e frequentare la facoltà di grafica. Attualmente non può permetterselo, ma non ha perso la speranza di riuscirci un giorno.

 

Graziella, 59 anni

 

Gaziella è una donna molto indipendente, che ha avuto un'educazione familiare molto rigida, avendo sottostato ai comandi di un padre-padrone, che ha oppresso un po' tutti i figli fino a farli allontanare molto presto dalla grande azienda di famiglia, dove avrebbero potuto lavorare.

Si è sposata, ha avuto due figlie, si è separata e ora vive del proprio lavoro, che ha inventato, così come crea giornalmente gli oggetti artistici, che vende e da cui ottiene un grande successo. Ha pubblicato un libro e nel suo campo è riconosciuta come un'esperta a livello nazionale.

Per attenuare stati emozionali momentanei, mi chiese di approntarle i rimedi floreali di Bach, che conosceva già da oltre vent'anni. Le preparai una boccettina contenente i sotto citati rimedi, che assunse in due cicli.

 

Essenze floreali proposte:

·Elm per il sovraccarico di doveri e responsabilità

·Honey suckle per la tendenza a vivere nel passato

·Hornbeam per la stanchezza mentale

·Star of Bethlehem per un blocco psicologico

·White chestnut per i pensieri ossessionanti

·Wild oat per l'insoddisfazione e l'indecisione

 

·Crab aplle come stimolatore dell'energia vitale

·Holly per sviluppare ulteriormente l'amore verso gli altri

·Hornbeam per la stanchezza mentale

·Larch per incrementare l'autostima

·Star of Bethlehem per un blocco psicologico

· 

Alla fine del trattamento Graziella non vive più nel passato, ha aumentato l'autostima, è molto soddisfatta dell'andamento della sua vita, ha un rapporto più disteso con il padre e  ha ritrovato la sua serenità.

 

Lina, 13 anni

 

La conosco fin da quando aveva poco più di un anno. È sempre stata una bambina volitiva. Infatti, aveva già le idee chiare su come sarebbe andata e come sarebbe finita la sua vita. Ritengo che questa bambina, che si ritiene giustamente un genio (colui o colei che va oltre il normale modo di pensare e di agire), avrà una vita piena di successo, di soddisfazioni e di gioia. È un essere che è nato con le "palle", che non si arrende, che sa essere molto dolce e gentile, ma anche molto risoluta. Deve solo fare ulteriori esperienze e crescere in ogni senso.

Lina parla già tre lingue, ha un buon profitto scolastico, pur non applicandosi molto, ed è pienamente consapevole dei limiti delle scuole attuali per la crescita spirituale, a cui lei tiene molto. Sa di sapere molte cose che altri non sanno e intende portarle a realizzazione in un futuro molto prossimo. È molto preparata e motivata  per farlo. Lina ha un amore per tutto e per tutti e lo esprime quotidianamente in tutte le attività che esplica.

Nel periodo dello sviluppo corporeo era un po' distratta, mancava d'interesse per il presente, si sentiva fisicamente in disordine, era un po' troppo inflessibile con se stessa, era momentaneamente in uno stato di incertezza, apatica, ma pur sempre orgogliosa.

Lina accettò di buon grado di assumere i rimedi floreali di Bach, anche perché, impegnata in competizioni sportive, ne avrebbe potuto trarre ulteriore vantaggio. Ripeté la somministrazione per due volte, assunse quindi l'intero contenuto di una boccetta da 30 ml per due volte con le stesse essenze.

 

Essenze floreali proposte:

·Clematis distrazione e scarso interesse per il presente

·Crab apple per il disordine

·Impatiens per la tensione

·Rock water per la duttilità

·Scleranthus per la momentanea incertezza

·Water violet per l'orgoglio

·Wild rose per l'apatia

 

Nel corso del trattamento migliorò il suo rendimento a scuola e, alcune settimane dopo il termine dell'assunzione, vinse il campionato italiano della sua categoria nell'ambito della sua attività sportiva preferita.

 

Silvana, 50 anni

 

Conosco Silvana da oltre tre anni e tra noi due c'è stata subito un'intesa di pensiero: ognuno ha intrapreso un percorso spirituale diverso, ma gli intenti sono gli stessi. È una persona molto disponibile al dialogo, molto aperta, anche al racconto delle proprie vicissitudini familiari. Visse un'infanzia con un padre un po' troppo rigido e con una madre un po' troppo sulle sue, che forse non diedero a Silvana l'affetto, che avrebbe preteso.

Si sposò giovane ed ebbe due figli. Apparentemente condusse una vita tranquilla: si ritirò dal lavoro presso l'azienda paterna, scelse di occuparsi dei figli e della casa. Il marito ha un buon lavoro, ma sembra che il loro rapporto sia sempre stato più di facciata che di sentimento vero e proprio.

Dice di non aver mai veramente amato il marito e che si sposò per evadere un po' dall'ambiente familiare.

Tempo fa, avendo conosciuto un altro uomo, esasperata anche per il fatto di dover sempre fingere, prese una decisione e si separò dal marito.

Andò a vivere con il suo nuovo compagno e, se da una parte le cose migliorarono, dall'altra c'erano pur sempre i figli, da cui Silvana si era dovuta staccare e per i quali nutriva un grande amore materno.

A Natale Silvana andò in crisi: era rimasta sola, perché il compagno lavorava con mansioni stagionali distante da casa, inoltre i figli non erano con lei.

La invitai, quindi, a trascorrere un periodo a casa mia, cercando di dialogare molto con lei, al fine di alleviarle le sofferenze. Mi disse che si era fatta preparare i fiori di Bach da un'amica, ma che gli stessi non le procuravano alcun effetto percepibile. Quindi mi offersi io di prepararleli e lei accettò. Dal colloquio emerse che avrebbe avuto bisogno di ben tredici essenze floreali. Cercai di tralasciarne qualcuna, perché mi sembravano eccessive, ma lei le volle tutte.

 

Essenze floreali proposte:

·Agrimony per il tormento interiore e la solitudine

·Cherry plum per la paura di perdere il controllo

·Gentian per lo scoraggiamento e la depressione

·Holly per rafforzare l'amore per se stessa

·Honey suckle per il continuo ritorno al passato

·Impatiens per la tensione

·Larch per aumentare l'autostima

·Mimulus per le paure precise

·Mustard per la tristezza per cause note

·Pine per i sensi di colpa

·Sweet chestnut per il senso di abbandono

·Walnut per affrontare il cambiamento

·White chestnut per i pensieri ossessivi

· 

Dopo quattro-cinque giorni mi telefonò, chiedendomi quali essenze floreali avessi messo nella boccetta, perché il miglioramento del suo stato era stato quasi immediato. Ora, a distanza di un paio di mesi, dopo aver assunto un'altra boccetta contenente le stesse essenze floreali, che preparò da sé con le essenze in suo possesso, si sente molto bene: non è più tesa, non ha più sensi di colpa e di abbandono, i pensieri ossessivi sono solo un vago ricordo, si vuole bene, è allegra e affronta la vita con rinnovato vigore e coraggio.

 

Ilario, 43 anni

 

Ilario è una persona davvero eccezionale sotto molti aspetti: conduce un'azienda agricola-zootecnica e un agritur, da dicembre a marzo è impegnato anche come maestro di sci alpino, è membro dell'attiva associazione "Pro loco" del suo paese,  è affabile, scherzoso e apparentemente sereno.

Si presentò da me una mattina, perché un comune amico, conoscendo i suoi rapporti con il padre-padrone, lo convinse a provare di migliorare il proprio stato d'animo con l'assunzione delle essenze floreali di Bach. Lo conoscevo da alcuni anni, ma dal colloquio emerse che Ilario è davvero fantastico. Poiché notai che la sua mente era molto aperta, arrivammo a discutere di cose, ritenute inimmaginabili per molte persone.

Compresi, come avviene sempre del resto, che il suo problema era costituito da lui stesso, e che suo padre, che conosco bene, seppure imprigionato in rigide massime, non c'entrava con il suo malessere. Ilario, essendo un tipo molto intelligente, convenne e mi chiese di aiutarlo a superare gli ostacoli che si poneva davanti. Quindi, dopo un approfondito colloquio durato circa due ore, gli preparai una boccetta da 30 ml con dieci tipi di fiori di Bach.

 

Essenze floreali proposte:

·Cherry plum per la paura di perdere il controllo

·Gentian per lo scoraggiamento

·Holly per la disarmonia di sé

·Impatiens per la tensione

·Larch per l'autostima

·Mustard per la depressione

·Oak per l'eccessivo accanimento nel lavoro

·Rock water per l'eccessiva rigidità

·Star of Bethlehem per lo stato di afflizione

 

Rividi Ilario solamente otto mesi più tardi, ma già dopo un mese dal nostro incontro mi fece sapere, tramite un comune amico, che per lui suo padre non costituiva più un problema e che aveva ritrovato la gioia di vivere.

Quando lo rincontrai, nell'estate successiva, era impegnato nel preparare una grigliata per una cinquantina di turisti, ma trovò il tempo per parlare due minuti con me, prima di rituffarsi nelle sue occupazioni. Lo vidi cambiato, non sembrava nemmeno più lui, ed era molto allegro, nonostante l'incombente mole di lavoro.

 

Donika, 29 anni

 

Conobbi Donika, una ragazza albanese, circa sei anni fa in una valle del territorio altoatesino, quando fu assunta da un mio lontano parente per accudire i propri genitori, ormai quasi centenari.

Circa un anno fa, dopo la morte delle persone anziane, si trasferì a Bolzano. Sapendo che di tanto in tanto mi recavo colà, per frequentare la scuola Kairos e per fare visita a mia madre, mi telefonò dicendomi che desiderava parlarmi. Mi recai all'incontro con altre due persone ed emerse che era afflitta da alcune preoccupazioni. Prendemmo un altro appuntamento e la rincontrai a casa sua. Dopo un colloquio di circa un'ora, in cui le feci comprendere chiaramente che il miglioramento del suo stato emozionale dipendeva principalmente da lei, le dissi anche che avrei potuto aiutarla somministrandole alcune essenze floreali, che avevo portato con me.

Accettò e le preparai i rimedi floreali, che assunse fino a esaurimento, per circa una ventina di giorni.

 

Essenze floreali proposte:

·Chicory per la tendenza a manipolare gli altri

·Chestnut bud per la ripetizione degli stessi errori

·Gentian per lo scoraggiamento

·Impatiens per la tensione

·Mimulus per le paure precise

·Star of Bethlehem per lo stato di afflizione

·Walnut per affrontare il cambiamento

 

Dopo circa un mese mi telefonò, ringraziandomi per il supporto, dicendomi che si sentiva un'altra persona, piena di coraggio, priva di grandi paure, meno dispersiva e più concentrata.

Mi telefonò un paio di mesi fa per gli auguri di Natale, dicendomi che continuava a sentirsi bene.

 

Livia, 70 anni

 

Questo è davvero il caso più impegnativo, che mi sia capitato in circa tre anni, periodo in cui utilizzo le essenze floreali di Bach per il trattamento di persone affette da stati emotivi devianti dalla norma.

E Livia, in effetti, era molto deviata dalla norma. La direzione, che aveva intrapreso, però, era talmente fuorviante, che all'inizio ebbi anche l'impressione che lei potesse davvero farla finita.

La conobbi circa sei anni fa, a casa di amici, e, quando mi strinse la mano, capii subito che, dotata di quella forza da tenaglia nella mano, aveva sicuramente praticato uno sport in cui le mani giocavano un ruolo molto importante. Venni, quindi, a sapere che era stata nazionale di ginnastica e che non poté andare alle olimpiadi solamente perché colpita da una malattia, che la indusse a smettere per un breve periodo. Poi si sposò a soli 17 anni e abbandonò ogni attività sportiva.

Ebbe due figli, uno dal primo marito, da cui si separò in giovane età e poi un secondo da un altro compagno, che morì circa tredici anni fa. L'anno prima, però, in un incidente stradale morì il suo secondo figlio, all'età di diciannove anni. Sebbene fosse molto giovane, era un ragazzo che conoscevano in molti: per la sua altezza (metri 1,93), per la sua voce straordinaria, per la bravura nel disegno a mano libera, per la sua affabilità e bontà. Un paio d'anni fa la madre scoprì alcune delle sue poesie, che erano state abbandonate in un cassetto, che nessuno aveva il coraggio di aprire. Sono stupende! Una è rivolta a sua madre, come se già sapesse che presto se ne sarebbe andato da questo piano.

Livia venne da me diversi mesi or sono, perché le avevano detto che avrei potuto aiutarla.

Quando entrò mi prese un colpo: era sofferente, respirava a fatica, era stressata, perché riusciva a dormire solo due-tre ore, era angosciata, mi parlò ancora del figlio e del marito morti, non si dava pace.

"Brutta gatta da pelare", pensai, ma accettai la sfida. Capii subito che non aveva bisogno solamente dei rimedi di Bach, ma che occorreva farle capire che è lei la creatrice di tutta quella realtà, che se non fosse stata cambiata, l' avrebbe condotta prematuramente alla tomba. Le parlai chiaro, anzi molto chiaro! "Aiutati che Dio ti aiuta", le dissi. Sembrava non avere capito affatto, quindi fui più esplicito e le ripetei la frase in modo leggermente diverso. "Livia, tu sei Dio! Vuoi aiutare te stessa?". Quelle parole ebbero un tale effetto su di lei, che iniziò ad ascoltare quanto stavo per dirle.

Quando, anche dopo alcuni mesi, sembrava non dare troppo ascolto alle mie parole, sempre impegnata com'era nel buttarmi addosso parte del suo malessere, le ripetevo: "Livia, tu sei Dio! Vuoi aiutare te stessa?".

Le preparai i fiori di Bach, che accettò di prendere, e li assunse regolarmente per alcuni mesi. Venne da me all'incirca ogni venti giorni.  Mi raccontava un po' delle sue sventure o dei suoi progressi, ma sempre più o meno arrabbiata con le sue sorelle, con alcune donne o con qualche sventurato di turno e poi, dopo un breve colloquio, le preparavo una nuova dose di essenze, secondo le necessità del momento.

All'inizio i progressi non furono esaltanti, ma mi bastava che venisse regolarmente per farsi preparare i fiori. Quello era anche un segno tangibile che qualcosa stava funzionando.

A un certo punto ci fu lo scatto e la vidi sorridere, ogni volta sempre di più, finché un giorno arrivò perfino a raccontarmi una barzelletta. I progressi erano evidenti, ma la strada si palesò ancora in salita.

Mi consolai sempre pensando che, se all'inizio Livia era arrivata veramente a toccare il fondo, alla buia notte dell'anima, quando non vedi alcuna via d'uscita, a ogni visita successiva si apriva sempre uno spiraglio per uscire da quella situazione pesante.

 

Essenze floreali proposte:

·Agrimony per il tormento interiore e la solitudine

·Aspen per l'angoscia

·Beech per la critica eccessiva

·Centaury per la sottomissione

·Cherry plum per la paura di perdere il controllo

·Gorse per la disperazione

·Heather per l'egocentrismo

·Holly per l'amore verso se stessa e gli altri

·Honey suckle per il continuo ritorno al passato

·Impatiens per la tensione

·Larch per l'autostima

·Mimulus per le paure precise

·Oak per l'eccessivo accanimento nel lavoro

·Pine per i sensi di colpa

·Red chestnut per l'eccessiva paura per gli altri

·Rock rose per il panico

·Rock water per l'eccessiva rigidità

·Scleranthus per l'instabilità

·Star of Bethlehem per lo stato di afflizione

·Sweet chestnut per il senso di abbandono

·Walnut per affrontare il cambiamento

·White chestnut per i pensieri ossessivi

·Willow per l'amarezza

 

Alla fine dell'intero trattamento, Livia aveva assunto ben ventitre essenze floreali di Bach.

Come sta ora? Tutto sommato bene, perché riuscì a prendere la decisione di chiudere l'attività, che solo alcuni mesi fa intendeva continuare ancora per alcuni anni. Inoltre si liberò dai pensieri assillanti, dalle preoccupazioni, da un certo passato, che la tormentava in continuazione, da alcune paure maggiori e da altre minori, che seppe affrontare.

Incominciò a rendersi conto che era inutile tormentarsi, essere intolleranti e criticare la persone, perché non cambiava certo il loro modo di vedere e di agire, che non serviva essere troppo rigidi, perché la rigidità è come un boomerang, che alla fine portava anche allo sfinimento, all'angoscia, alla delusione, all'amarezza.

Ora non si piange più addosso, vede la vita come una serie di esperienze, comprende l'amore verso se stessa e verso il prossimo, vive abbastanza gioiosamente. Inoltre, di tanto in tanto mi telefona o passa per dirmi che ha trascorso una bellissima giornata o che ha creato con il pensiero un evento, che prima credeva impossibile. Desidera anche vivere senza eccessive preoccupazioni e arriva a comprendere quanto sia stato amorevole, da parte mia, ascoltarla nei momenti di estrema difficoltà, quando nessuno voleva darle retta e aiutarla.

 

Giuseppe, 65 anni

 

Lo conobbi un paio d'anni fa, era un tipo tranquillo. La scorsa estate subì un operazione, in seguito alla quale dovette assumere del cortisone, che gli gonfiò il volto per un periodo abbastanza lungo. Ne soffrì molto e la sorella, un ex ostetrica, lo invitò a farmi visita per trovare la possibilità di aiutarlo senza assumere medicine convenzionali.

Dal colloquio emerse, tra l'altro, che il suo carattere era momentaneamente instabile, era angosciato, scoraggiato, rassegnato, teso, aveva scarsa autostima, pensieri ossessivi e sensi di colpa. Inoltre, conoscendolo, era un po' invadente e tentava di manipolare gli altri, era un patito dell'ordine eccessivo e si amava troppo poco.

Gli preparai una prima boccetta di essenze floreali di Bach e dopo circa un mese gliene approntai una seconda.

 

Essenze floreali proposte:

·Aspen per l'angoscia

·Cherry plum per l'instabilità caratteriale

·Chycory per l'invadenza

·Crab apple per la sensibilità al disordine

·Gentian per lo scoraggiamento

·Holly per la disarmonia di sé 

·Impatiens per l'impazienza e la tensione

·Larch per l'autostima

·Mustard per la depressione

·Pine per i sensi di colpa

·White chestnut per i pensieri ossessivi

·Wild rose per la rassegnazione

 

·Becch per la critica eccessiva

·Centaury per la sottomissione

·Cherry plum per la paura di perdere il controllo

·Holly per l'amore verso sé e gli altri

·Mimulus per le paure precise

·Mustard per la depressione

·Star of Bethlehem per lo stato di afflizione

·Water violet per l'orgoglio

 

Dopo il trattamento con le due boccette disse di sentirsi veramente bene e non volle più assumere altri rimedi. A parer mio è ancora un po' sottomesso alla sorella, un po' invadente e critico, ma è molto migliorato rispetto a qualche mese fa.

Ricordo che l'assunzione delle essenze floreali da parte di Giuseppe si deve quasi esclusivamente alla sorella, che periodicamente, nel corso della giornata, gli faceva cadere le gocce in bocca.

 

 

Nota

A parte Larch, tutte le essenze somministrate furono prelevate da boccettine stock da 10 ml, contenenti l'essenza ottenuta versando nei contenitori completamente vuoti, una quantità pari di semplice brandy.

 

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ESPERIENZE CON I FIORI DI BACH SU ANIMALI

 

Italo, 9 mesi, gatto maschio di Laura

 

Ho potuto osservare questo gatto fin dall'età di circa due mesi e mezzo, quando Laura me lo portò, dicendo che l'aveva appena acquistato e che l'animale non stava bene. A un esame sommario non era messo poi così male: esternamente si notavano un paio di ferite, forse procurate dai graffi di altri gatti, e un'area con pelle nuda sotto il collo, colpita da scabbia.

Consegnai a Laura dell'argento colloidale raccomandandole di trattare il gatto con tanto amore. Naturalmente non c'era bisogno di dirle di dargli affetto, in quanto ha sempre un riguardo particolare per gli animali.

Dopo pochi giorni Italo, meraviglioso esemplare di Norvegese, era in forma splendida. In seguito ricrebbe il pelo, si sviluppò in lunghezza e in altezza, sfoggiando un foltissimo mantello.

I guai, però, sorsero in novembre, quando Laura andò ad abitare con il suo compagno, Alessandro, in una villetta poco distante dalla casa dei suoi genitori.

Alessandro, che non aveva un particolare rapporto con gli animali , quando rincasava, chiudeva Italo in una stanza.

Tra il gatto e il ragazzo nacque un'antipatia al punto che il primo, al momento dell'entrata in casa del secondo, lo aggrediva regolarmente, graffiandolo sulle gambe e poi ritirandosi a guardare la scena. Inoltre, spesso si aggrappava al bordo del divano e graffiava ripetutamente il tessuto con le unghie, mordicchiava l' Aloe vera e miagolava istericamente.

All'inizio di dicembre Laura venne da me agitata, perché il suo amato Italo stava seminando discordia in casa. Mi chiese se potevo prepararle una boccetta con i fiori di Bach e, poiché anche lei, nonostante la giovanissima età si occupava di moltissime discipline, tra cui la floriterapia, mi disse: "Mettici

·Cherry plum per l'imprevedibilità

·Chicory per l'eccessiva ricerca di attenzione

·Holly per l'irritabilità, la permalosità e per infondere amore

·Impatiens per l'impazienza e l'iperattività

 

Eseguii gli ordini, riempii con acqua una boccettina da 10 ml, vi aggiunsi le gocce dei rimedi e la consegnai a Laura.

Dopo una settimana le telefonai per sapere come stesse procedendo l'operazione con le essenze floreali. "Tutto bene" - mi rispose - "Italo non aggredisce più Alessandro". "Bene" - le dissi - "quando termini la prima boccettina, se ci fosse ancora bisogno, possiamo passare alla seconda". "Ok, ciao" - fu la sua risposta.

A Natale m'invitò a cena; in casa c'era anche il gatto e le chiesi come si comportava l'animale, ora, che era sotto trattamento. "Benissimo" - mi disse - "abbiamo fatto anche un altro esperimento; abbiamo sospeso la somministrazione dei rimedi dopo otto giorni, quando stavano già facendo effetto e siamo ritornati a somministrarli al gatto dopo una decina di giorni, quando stava ritornando aggressivo".

Ora, Italo, dopo un trattamento, è un gatto tranquillo e non aggredisce più Alessandro, anche se questi, di tanto in tanto, lo rinchiude nella stanza buia, non si aggrappa più al divano, non mordicchia più l' Aloe vera, non miagola più istericamente, se chiamato viene, se qualcuno suona il campanello all'entrata, va a vedere chi è, inoltre abbraccia affettuosamente anche il cane del vicino.

Come si sa, i gatti non sanno nulla di fiori di Bach e nemmeno di effetto placebo, quindi si può ipotizzare che qualcosa effettivamente abbia contribuito a tranquillizzare Italo.

 

Orsi, 7 anni, gatto femmina di Daniela

 

Orsi, una gatta nera, molto tranquilla, può essere definita un animale di taglia XXL. La sua padrona, di tanto in tanto, la definisce con termini diversi, tra cui portaerei. Ciò perché Orsi è un gatto speciale, oltre che nel carattere, anche nella stazza; infatti, è più largo che lungo. Questa creatura, pigra, quasi priva d'entusiasmo e d'interesse per ciò che la circonda, ha però un amore per tutto e per tutti. Anche per tutti i cibi, purtroppo, così un giorno Daniela mi pregò di preparare una boccettina con le essenze di Bach, al fine di porre un po' di rimedio all'espansione in larghezza dell'animale.

Naturalmente non me lo feci ripetere due volte, perché intravidi subito un'occasione per sperimentare ulteriormente l'effetto dei fiori di Bach sugli animali.

Preparai:

·Gorse per lo stato di letargia

·Clematis per la pigrizia e il disinteresse

·Wildrose per la mancanza di energia ed entusiasmo

Misi il prodotto in una boccetta da 10 ml, che consegnai a Daniela. Il trattamento è terminato da pochi giorni e si può affermare che ha sortito effetti positivi, perché la gatta non è più così golosa, mangia effettivamente meno, è leggermente dimagrita, è più attenta, meno pigra e più attiva. L'animale è comunque sotto controllo e, se dovesse riprendere le abitudini precedenti, si procederebbe alla somministrazione di una seconda boccetta di essenze floreali, previo colloquio con la padrona, naturalmente.

 

Milli, 5 anni, gatto femmina di Carol

Spruzzi, 4 anni, gatto maschio di Carol

 

Carol possiede due gatti color grigio-fumo: Milli e suo figlio Spruzzi, così chiamato, perché da piccolo si prese un'enterite e spruzzava gli escrementi tutt'attorno. Naturalmente fu curato a dovere dal veterinario, quindi ora non spruzza più, ma il nome Spruzzi, a ricordo di quelle manifestazioni, gli rimase.

Milli è una gatta aggressiva con gli altri gatti e con gli umani; talvolta non sopporta nemmeno le carezze delle persone di casa. In passato cercai di avvicinarla e di accarezzarla più volte e ci riuscii sempre, con grande meraviglia di Carol e dei suoi familiari, ma la gatta era sempre insofferente per le attenzioni che le riservavo. Mi venne riferito che Milli era sempre agitata e che, anche di notte, dovevano sempre farla uscire ed entrare da casa almeno 4-5 volte, al punto che era diventata un po' uno stress per tutta la famiglia.

Decisi, quindi, di prepararle una boccettina da 10 ml con i seguenti rimedi floreali di Bach:

·Impatiens per l'irritabilità

·Scleranthus per l'incertezza e la volubilità

·Cherry plum per l'imprevedibilità

·Holly per la tolleranza e l'amore verso gli altri

 

Per Spruzzi, un micio estremamente pauroso, anzi terrorizzato, che da giovane venne aggredito da altri gatti e riportò una profonda ferita sulla schiena, che impiegò molto tempo a guarire, preparai una boccetta da 10 ml, in cui posi due gocce di ciascuno dei seguenti rimedi:

·Aspen per il panico 

·Cherry plum per l'imprevedibilità

·Larch per l'insicurezza

·Mimulus per le paure precise

·Rock rose per lo stato di terrore

·Water violet per la solitudine

 

Dopo la somministrazione delle essenze floreali a entrambi i soggetti per circa trenta giorni, lo stato emozionale degli animali è molto migliorato. Infatti, Milli si lascia accarezzare anche dagli estranei e di notte ora esce una sola volta, mentre Spruzzi è molto meno pauroso, sopporta anche la presenza di altri gatti e si fa coccolare.

 

Nota

A parte Larch, tutte le essenze somministrate furono prelevate da boccettine stock da 10 ml, contenenti l'essenza ottenuta versando nei contenitori completamente vuoti, una quantità pari di semplice brandy.

 

 

ESPERIENZE CON I FIORI DI BACH SU PIANTE

 

Amarillide - Amarillis bella-donna L.  

 

All'incirca a metà ottobre 2007, a un mercatino dell'agricoltura,

acquistai un bulbo di Amarillide. È una pianta ornamentale, che viene comunemente importata da Paesi oltreoceano come bulbo all'inizio dell'autunno per ottenerne la fioritura nella stagione tardo autunnale-invernale. Posi la cipolla con la terra necessaria in un vaso di circa 18 centimetri di diametro e la esposi alla luce, sulla finestra della mia stube, innaffiandola in modo molto contenuto ogni 4-6 giorni. Nell'acqua somministrai ogni volta un paio di gocce di Hornbeam. Infatti, avevo letto in un libro di Mechthild Scheffer ("Terapia con i fiori di Bach", editrice TEA) che quest'essenza floreale infonde ulteriore forza per lo stress della crescita. L'Amarillide crebbe talmente bene che produsse due fiori doppi, ciascuno con un lunghissimo stelo, rispettivamente di 78 e 91 centimetri. Coltivo queste piante da almeno una quarantina d'anni e non le avevo mai viste svilupparsi fino a quell'altezza. I fiori erano talmente alti che un giorno, mentre pranzavo e nello stesso tempo ne contemplavo lo sviluppo e la bellezza, la pianta, per effetto del peso, cade e gli steli, ancora in piena fioritura, si ruppero, decretando la fine dello spettacolo, almeno per quella stagione. Quando più tardi crebbero le foglie, raggiunsero anch'esse una lunghezza mai osservata prima, rispettivamente di 61, 72, 75, 79 e 81 centimetri.

Purtroppo quest'inverno coltivai una sola pianta Amarillide, per cui non potei fare ulteriori esperienze.

 

 

Nota

A parte Larch, tutte le essenze somministrate furono prelevate da boccettine stock da 10 ml, contenenti l'essenza ottenuta versando nei contenitori completamente vuoti, una quantità pari di semplice brandy.

 

 

OSSERVAZIONI E CONCLUSIONI

 

Riguardo ai metodi di preparazione dei rimedi, c'è da osservare che Edward Bach indica venti essenze da esporre ai raggi solari e diciotto da bollire, come indicato nella precedente tabella.

Julian e Martine Barnard, nel loro volume "Erbe curative di Edward Bach" (coedizione Fce Natur), scrivono che metà dei trentotto rimedi sono ottenuti col metodo dell'esposizione solare e metà col metodo della bollitura. A differenza di Edward Bach, che prescrisse che 20 essenze dovessero essere esposte al sole e 18 bollite, sostengono che la preparazione del rimedio Wild oat si ottiene col metodo della bollitura, anziché dell'insolazione.

Maria Grazia Parisi, nel suo libro "Salute e benessere con i fiori di Bach" riferisce che i rimedi Mustard, Star of Bethlehem e Wild rose in Italia (perché proprio in Italia?! – in Italia c’è più sole che in Gran Bretagna, ma Bach ha disposto altrimenti) possono essere ottenuti con entrambi i procedimenti.

Constatato che i libri, se vengono scritti, vengono anche letti e che tra i lettori ve ne sono alcuni che preparano da sé i rimedi, sarebbe interessante conoscere le esperienze, che ognuno di loro ebbe, assumendo rimedi simili, ma differenti per specie botanica, da quelli indicati da Edward Bach.

Da quanto esposto si può anche dedurre che ognuno dei citati autori abbia avuto esperienze diverse; quindi, è possibile ipotizzare che "quello che pensi e che credi è" (è anche uno degli assunti della fisica quantistica).

 

Ancora Julian e Martine Barnard, nel loro libro "Erbe curative di Edward Bach", a pagina 30, asseriscono, elencando i trentotto rimedi, che Crab apple è Malus pumila - Melo ornamentale, anziché Malus sylvestris - Melo selvatico, come dovrebbe essere scritto, secondo le indicazioni di Edward Bach.

Allo stesso modo Crab apple viene citato in:

·"Guarire con i fiori di Bach" di Judy Howard e John Ramsell, editrice Tecniche nuove (a pagina 7 si legge: "10. Crab apple - Malus pumila - Melo ornamentale");

·"Fiori di Bach per gli animali" di Helen Graham e Gregory Vlamis, Gruppo editoriale Futura (a pagina 49 si legge "Melo ornamentale  Malus pumila);

·"Il grande libro dei fiori di Bach" di Evelina Guastalla, De Vecchi editore (a pagina 46 si legge "10. Crab Apple  Malus pumila, melo ornamentale, melo selvatico),

·"Tl grande libro dei fiori di Bach" di Fabio Nocentini e Maria Luisa Peruzzi, Demetra (a pagina 104 si legge "Crab Apple  Malus pumila - Melo selvatico).

Sarebbe interessante sapere chi iniziò a usare il termine Malus pumila - Melo ornamentale, che Bach non utilizzò mai per la classificazione sistematica. Egli non impiegò mai quest'essenza floreale per la preparazione dei suoi rimedi.

Sarebbe altrettanto importante conoscere perché il primo autore lo fece e in base a quali esperienze personali di preparazione del rimedio.

Quali esperienze ebbero poi gli altri autori, che utilizzarono lo stesso termine Malus pumila - Melo ornamentale, anziché Malus sylvestris - Melo selvatico, come indicato da Edward Bach.

In "The Hillier manual of trees and shrubs, uno dei testi di botanica più accreditati a livello internazionale, leggo testualmente (da me tradotto in italiano, naturalmente): "Malus pumila Mill. Questo nome, che correttamente appartiene al melo paradiso (un tipo di melo ornamentale - n.d.a.) dei giardini, è stato a lungo usato per identificare diversi meli, inclusi Malus dasyphylla (una varietà di Malus pumila - n.d.a.), Malus domestica e il Malus sylvestris (il melo selvatico, quello sempre citato da Edward Bach - n.d.a.). L'ultimo è il melo selvatico delle isole britanniche, perché il Malus domestica è il melo coltivato nei frutteti."

Può darsi che funzioni anche Crab apple come Malus pumila, anzi, sono più che convinto che l'Immaginazione creativa riesca a realizzare anche questo "miracolo".

Sono interessato a conoscere se Malus pumila sia rimasto solo a livello immaginativo, oppure sia stato sviluppato anche nella realtà. Chissà quante persone, che vollero provare a realizzare i rimedi floreali di Bach, leggendo questi libri, utilizzarono per la loro preparazione Malus pumila, anziché Malus sylvestris. Probabilmente funziona anche Malus pumila, constatato che nessuno degli autori citati ha pensato di portare modifiche al testo, inserendo nell'opera un "errata-corrige" o apportando variazioni nella ristampa.

E se funzionasse davvero?!

Allora, ancora una volta, si potrebbe ritenere che "quello che credi È".

È interessante questa affermazione, che si riallaccia al fatto che la biodiversità nasce da una mente diversa, che crea pensieri differenti e realizza cose diverse, traendone esperienze differenti e credo diversi.

E se il pensiero Crab apple come Malus pumila avesse creato, per una o più persone, un rimedio floreale (di Bach o non di Bach) e avesse quindi funzionato, dando origine a un'esperienza di Crab apple - Malus pumila?

Che dire? Coincidenza?

Io non credo, perché ogni individuo (persona, animale, pianta, fungo, eccetera) possiede una vibrazione specifica, quindi  anche Malus pumila, vibra diversamente rispetto a Malus sylvestris; inoltre è sistematicamente collocato in una specie diversa, seppure nell'ambito dello stesso genere Malus.

Ritengo sia l'osservatore, cioè colui che ha letto che Malus pumila è Crab apple e che lo prepara come rimedio floreale, che crea la realtà, quindi la condizione perché quell'essenza possa sviluppare la sua forza guaritrice.

Ma non è un fiore di Bach, potrebbe obiettare qualcuno. E che differenza fa, se anche questo rimedio funziona e cura!

Allora, cos'è vero?

Secondo la fisica quantistlca è verità quello, che l'osservatore, ritiene sia vero in base alla propria percezione.

 

Nel volume "Guarire con i fiori di Bach italiani" di Vincenzo e Chiara Fabrocini" rilevo che uno dei rimedi, esattamente l'ultimo, il quarantaseiesimo, Zucca, è citato con il nome sistematico di Cucurbita pepo, anziché di Cucurbita maxima. Inoltre, leggo che il trentaquattresimo rimedio, Pero (Pyrus communis) è descritto come una pianta con rami spinosi. A questo punto mi chiedo: "Perché alla zucca fu dato il nome scientifico dello zucchino e perché il pero (Pyrus communis), cioè il pero coltivato venne descritto come pianta spinosa, se non lo è affatto? Questa caratteristica è del pero selvatico (Pyrus pyraster)" - Inoltre: "Quali esperienze avranno fatto i Fabrocini con queste due piante? Avranno sperimentato con il fiore dello zucchino o della zucca? Poi ancora, col fiore del pero coltivato, affatto spinoso, o con quello del pero selvatico, molto spinoso?"

Io ritengo che ciò che sperimenti e a cui dai forza con il pensiero "È". Quindi ritengo che il rimedi Pero e Zucca funzionino preparati con tutte le specie citate. Ne sono convintissimo.

Anche nel volume "Il linguaggio dei fiori - I rimedi floreali italiani Flos Animi" di Giovanna Tolio, Tecniche nuove, a pagina 73 si cita Ciliegio come Prunus cerasus e non come Prunus avium. Prunus cerasus, infatti, non è il ciliegio, bensì un'altra specie, la Marasca, Marena o Visciolo.

Allora ci si può chiedere ancora: "Sarà l'essenza Ciliegio - Prunus avium, oppure Marasca - Prunus cerasus a curare?".

Ribadisco ancora che possono essere entrambe, perché, ancora una volta, quello che credi È.

 

Pure Larch, da me prodotto, secondo il mio "metodo", naturalmente messo in atto per incuria, non corrisponde a quello indicato da Edward Bach, ma funziona ugualmente; anzi, io sono convinto che funzioni più di altri prodotti simili, ottenuti con l'ortodossia.

Pure tutti gli altri rimedi, da me preparati con il metodo del "riciclo delle vibrazioni", funzionano e lo fanno anche quando le vibrazioni vengono riciclate più volte. Ma allora cos'è che li fa funzionare?

Secondo me è soprattutto il credere che funzioni, senza avere dubbi.

 

Fu scritto, innumerevoli volte, che i 38 rimedi appartengono a specie degli ordini superiori (le specie floreali sono 37 - n.d.a.).

Si può anche non concordare con questa visione del creato, che percepisce piante (forse anche animali, funghi e altri esseri) di rango superiore. Si potrebbero scrivere centinaia di pagine approfondendo questo argomento.

Normalmente non si percepiscono specie di ordine superiore o inferiore. Tutto ciò che è normalmente visibile vibra nel livello hertziano, a circa 8 Htz. Ciò che oscilla negli ordini superiori, quindi nell'infrarosso, nella luce, nell'ultravioletto, a livello dei raggi X, dei raggi gamma o dell'infinito sconosciuto, quindi ad altri livelli di consapevolezza, solitamente non può essere notato da chi sta nella realtà ordinaria.

Edward Bach aveva una consapevolezza straordinaria? Penso proprio che l'avesse.

Ci sono molte persone, che sono attualmente presenti qui sulla Terra, che hanno una consapevolezza fuori dall'ordinario, che vanno oltre il comune modo di pensare. Ritengo che, per andare oltre questa ultima consapevolezza, sia necessario iniziare ad allargare la mente e arrivare a considerare cosa sarebbe se …

Penso anche che, se tutti agissimo in questo senso, quindi se tutti ampliassimo la nostra consapevolezza, troveremmo ovunque piante, animali, funghi e altri esseri di ordine superiore, perché ritengo che, visti in altro modo, tutti gli esseri dell'Universo appartengano anche agli ordini superiori citati.

Se è vero che ogni essere ha attorno a sé due bande energetiche, che ruotano in senso opposto, le quali contengono tutti i sette livelli di consapevolezza, allora tutto è inferiore e superiore nello stesso tempo. Sono convinto, quindi, che basti aumentare la consapevolezza per iniziare ad attivare le vibrazioni di un livello superiore.

Penso che Edward Bach avesse poteri straordinari (fuori dall'ordinario) e che fosse un essere geniale. Penso che lo fosse, per il semplice fatto che uscì dalla consapevolezza ordinaria e si appropriò della propria genialità e la manifestò. Ritengo che tutti possiamo farlo, ovviamente per gradi, come probabilmente fece anche Bach, e intraprendendolo troveremo anche il nostro splendido Sé, che non è altro che la genialità espressa nei diversi livelli.

 

L'insegnante di radiestesia ci riferì che, se i fiori di Bach, come altri rimedi, venissero posti accanto a fonti, che emanano radiazioni "negative", oppure venissero collocati nella stanza dei servizi igienici, in cui gli scarichi di lavandino, doccia, bidé e water fungono anche da scarico per l'energia, il loro effetto sarebbe alterato e perfino annullato.

Allora ci si può chiedere se, a un certo punto, tutto potrebbe essere alterato o annullato.

Io ritengo che "tutto, quello che penso e che credo, È", perché sono io, osservatore, che, dalla mia consapevolezza e dall'energia, creo la natura della realtà.

Riguardo alla radiestesia, ricordo che negli anni Ottanta, assieme a mio padre feci diverse prove sulla trasmissione vibrazionale dei prodotti terapeutici. Potei osservare che i sali di Schuessler funzionavano pure se non assunti per bocca, ma solamente se erano tenuti in tasca, in un contenitore di plastica. Facemmo delle prove anche per osservare come si comportavano altri prodotti. Del resto, queste sono esperienze che molti altri hanno fatto prima e dopo di noi.

Quindi, probabilmente, anche Giovanni di 61 anni beneficiò delle vibrazioni dei fiori di Bach, che per almeno un paio di mesi tenne in tasca in una boccetta e che, fino allora, non assunse mai oralmente.

 

Ognuno, in ogni ricerca nell'ambito della vita, indaga, magari anche in base a un presupposto. Ognuno, però, fa comunque esperienze diverse e ognuno, quindi, in base alle proprie esperienze, vive la propria vita e trova il proprio credo. Alcuni vanno oltre le comuni credenze e sostengono cose che da altri non sono affatto comprese, perché non percepite. La storia è piena di questi messaggi.

Molti si chiedono: "Ma è scientifico?". La mia risposta è che tutto è scientifico, se non si vive nelle comuni credenze, che etichettano come scientifico ciò che si vuole imporre.

Vado ancora oltre e affermo che ognuno, in base alle proprie esperienze, quindi in base alla propria percezione e alla propria consapevolezza, è scienziato (dotto, maestro, ecc.) della propria scienza (conoscenza, ecc.), perché è quella che realmente ha sperimentato ed è quella in cui, senza il dubbio, crede.

Ricordo che anni fa, per entrare a insegnare all'Istituto agrario di San Michele all'Adige, fui interrogato da una commissione, di cui facevano parte cinque membri, tra cui un commissario governativo. Alla fine di una brillante interrogazione il commissario mi disse che aveva sentito dire che coltivavo orto, giardino e campagna senza alcun trattamento, né chimico di sintesi, né completamente naturale. Quindi mi chiese com'era possibile una tale pratica. Gli risposi che, da esperienze ottenute in aree diverse di pianura, collina e montagna, operavo cercando di creare in ogni ambiente la massima biodiversità possibile, eccetera, eccetera. A un tratto, quando vidi la paura nei suoi occhi, mi interruppe e disse: "Ma tutto questo non è scientifico!". Lo fissai per bene negli occhi, poi gli dissi: "Sì, caro signore, ciò è scientifico, perché è la mia scienza e io, in questo campo (ma non solo - n.d.a.), sono uno scienziato!" Poi aggiunsi:"Oltretutto la mia è una scienza che altre persone, di rango molto più elevato del mio, hanno già predicato nella storia dell'umanità; è una scienza non impattante, non distruttiva, in armonia con gli ambienti e con la natura". A quel punto, contrariato, si alzò in piedi, si diresse verso alcuni tavoli, su cui era posato più di un centinaio di tipi di ramoscelli di piante diversi e con fare imperante me li indicò uno ad uno, chiedendomene il nome italiano e scientifico. Lo accontentai, immediatamente, citandone anche il termine tedesco e inglese, se mi venivano alla mente. Insomma fu una tortura, ma non sbagliai nulla. Il semplice fatto di essermi proposto come scienziato della mia scienza aveva fatto tremare le istituzioni. Quindi ci vuol poco per fare tremare ciò, in cui la gente ordinaria crede e a cui dà anche tutta la propria forza (energia).

 

C'è chi crede nel calendario lunare (sicuramente molti coltivatori biologici e tutti i contadini biodinamici), ma io a quello proprio non credo. Eppure in ambito agrario riesco a ottenere gli stessi loro risultati. E qui riaffermo che il credo è molto importante: loro credono e io credo, ma in qualcosa di diverso. È la loro ed è la mia scienza.

 

Quindi, qual è il messaggio di questa mia tesi?

Quello in cui credi e a cui dai forza (energia) È, perché sono la consapevolezza e l'energia, che creano la natura della realtà.

 

Infine, vorrei concludere la mia dissertazione con affermazioni di altri, che, meglio di me, possono fare comprendere quanto sia importante la forza della mente per la nostra vita.

 

"Per quanto l'uomo sembri avere a che fare con un mondo materiale, in realtà vive in un mondo d'immaginazione. Quando scoprirà che non è il mondo fisico dei fatti che modella la sua vita, bensì solo le attività immaginarie, a quel punto il mondo fisico non corrisponderà più alla realtà e il mondo dell'immaginazione non sarà più un sogno" (Neville in "La legge e la promessa" - pag. 57 - Macroedizioni).

 

"Gli uomini prestano troppa poca attenzione a questo inestimabile dono, l'Immaginazione umana, e un dono è pressoché inesistente se non si ha la consapevolezza di possederlo e la prontezza di usarlo" (Neville in "La legge e la promessa, Macroedizioni).

 

"Tutti gli uomini hanno il potere di creare realtà, ma se questo non viene usato consapevolmente è come se fosse profondamente addormentato.

 

Essi vivono esattamente al centro della creazione, l'Immaginazione Umana, eppure non hanno grande saggezza nei confronti di ciò che vi accade. Il futuro non sarà fondamentalmente diverso dalle attività immaginarie dell'uomo; pertanto chi è in grado di evocare a piacere qualunque attività immaginaria, i cui frutti sono tanto reali quanto le forme della natura, è padrone del proprio destino.

 

Il futuro è l'attività immaginaria dell'uomo nel suo cammino creativo.

L'immaginare è la forza creatrice non soltanto del poeta, dell'artista, dell'attore e dell'oratore, ma anche dello scienziato, dell'inventore, del commerciante e dell'artigiano. È evidente che l'uomo ne abusa per creare incontrollatamente brutte immagini, ma è anche vero che l'abuso consistente in una indebita repressione sottrarrebbe all'uomo un'effettiva ricchezza di esperienze.

 

È molto più nobile immaginare soluzioni nuove per problemi sempre più complessi piuttosto che fuggire o problemi. La vita è la continua soluzione di un problema continuamente artificiale. L'immaginare crea gli eventi. Il mondo, creato dall'immaginare umano, abbraccia innumerevoli idee in contrasto tra loro; di conseguenza, non potrà mai esserci una situazione stabile o statica. Gli avvenimenti d'oggi sono destinati a sovvertire l'ordine istituito ieri. È inevitabile, quindi, che gli uomini e le donne immaginativi sconvolgano una certa tranquillità mentale precedente". (Neville in "La legge e la promessa", Macroedizioni).

 

 

BIBLIOGRAFIA CONSULTATA 

 

Edward Bach (2000): "Edward Bach - Le opere complete" Macroedizioni, Diegaro di Cesena (FC)

 

Julian e Martine BARNARD (1997) : "Le erbe curative di Edward Bach". FCE, Milano

 

Rhonda BYRNE (2007): "The secret - il segreto", Macroedizioni, Diegaro di Cesena (FC)

 

Vincenzo e Chiara FABROCINI (2000): "Guarire con i fiori di Bach". Macroedizioni, Diegaro di Cesena (FC)

 

Helen GRAHAM e Gregory VLAMS (2000): "Fiori di Bach per gli animali". Gruppo editoriale Futura, Grssobbio (BG).

 

Evelina GUASTALLA (2002): "Il grande libro dei fiori di Bach". De Vecchi, Milano.

 

Judi HOWARD e John RAMSELL (2004): "Guarire con i fiori di Bach" - Tecniche nuove, Milano.

 

Bruce H. LIPTON (2006): "La biologia delle credenze - Come il pensiero influenza il DNA e ogni cellula" - Scienza e Conoscenza, Macroedizioni, Diegaro di Cesena (FC)

 

Scilla di MASSA e Vincenzo PERRONE (2002): "Fiori di Bach per curare". Giunti - Demetra, Firenze

 

John HILLIER e Allen COOMBERS (2002) : "The Fillier manual of trees and shrubs" - David e Charles Books, Newton Abbot (Gran Bretagna)

 

NEVILLE (2001): "La legge e la promessa", Macroedizioni, Diegaro di Cesena (FC)

 

Fabrizio NOCENTINI - Maria Laura PERUZZI (2004): "Il grande libro dei fiori di Bach". Demetra-Giunti, Milano.

 

Maria Grazia PARISI (1987): "Salute e benessere con i fiori di Bach". Sonzogno, Milano.

 

Sandro PIGNATTI (1982): "Flora d'Italia". Edagricole, Bologna.

 

RAMTHA (2003): "Come creare la propri realtà". Macroedizioni, Diegaro di Cesena (FC)

 

RAMTHA (1998): "Pensieri elevati". ", Macroedizioni, Diegaro di Cesena (FC)

 

RAMTHA (2005): "Dio in te". ", Macroedizioni, Diegaro di Cesena (FC)

 

RAMTHA (2005): "Come creare la propria realtà". ", Macroedizioni, Diegaro di Cesena (FC)

 

Mecgthild SCHEFFER (1990): "Terapia con i fiori di Bach". Tea, Milano.

 

Giovanna TOLIO (2004): "Il linguaggio dei fiori - I rimedi floreali italiani Flos Animi". Tecniche nuove, Milano.

 

 

 

 

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